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Big Data: un grande potenziale, una grande priorità

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Uno studio globale di Cisco rivela che i Big Data sono strettamente legati al vantaggio competitivo, favoriscono il traffico di rete, i budget IT e l’adozione del cloud


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The Data Flood: Are Yu Ready?


The Next Evolution in Data: Data in Motion

Milano, 28 marzo 2013 Un’ingente quantità di dati viene generata quotidianamente da smartphone, sensori, videocamere, contatori intelligenti e da altri dispositivi connessi, e tali dati si vanno ad aggiungere all’enorme archivio di informazioni provenienti dalle fonti tradizionali. Questa “valanga di dati” è un ulteriore fonte informativa, ma un nuovo studio commissionato da Cisco rivela che i professionisti IT e le aziende sono alle prese con tali dati per generarne valore strategico.

Il Cisco® Connected World Technology Report (CCWTR) ha intervistato i professionisti IT di 18 paesi per esaminare la prontezza IT, le sfide e le lacune tecnologiche, così come il valore strategico derivante dall’attuazione di progetti Big Data.

Se da una parte la maggior parte delle aziende raccoglie, memorizza e analizza i dati, lo studio rivela che molte di esse sono alle prese con problematiche sia di business che IT legate ai Big Data. Ad esempio, mentre il 60% degli intervistati concorda che i Big Data contribuiranno a migliorare il processo decisionale e amplieranno la loro competitività, solo il 28% dichiara di generare valore strategico dai propri dati.

Principali risultati dello studio 2012 Cisco Connected World Technology Report (CCWTR)

Big Data: un grande potenziale, una grande priorità
I Big Data possono fornire vantaggio competitivo a chi è in grado di beneficiare dei dati in modo nuovo e creativo.

  • Globalmente, il 60% degli intervistati pensa che i Big Data possono aiutare le aziende e i paesi a migliorare il processo decisionale e la competitività globale, con il 90% degli intervistati in Cina, l’85% in Messico, l’82% in India, il 79% in Brasile e il 78% in Argentina, che dichiara di essere fiducioso nei possibili vantaggi derivanti da un progetto Big Data.
  • Oltre i due terzi dei responsabili IT concordano sul fatto che nel 2013 i Big Data saranno una priorità strategica per le aziende così come nel corso dei prossimi cinque anni. Le percentuali più alte si sono avute in Argentina (89%), Cina (86%), India (83%), Messico e Polonia (78% per entrambe).
  • Di cosa c’è bisogno? Oltre un terzo degli intervistati (38%) dichiara che, pur avendo una soluzione Big Data, hanno bisogno di un piano strategico per poterne beneficiare appieno.

Gli ostacoli che impediscono la penetrazione e la realizzazione di valore
I responsabili IT segnalano numerosi ostacoli all’adozione di soluzioni Big Data: la sicurezza è in cima alla lista, seguita da questioni legate al budget e al personale.

  • Globalmente, oltre un intervistato su quattro (il 27%) ha dichiarato che la gestione della sicurezza e del rischio è una delle principali preoccupazioni. Hanno citato il volume assoluto dei dati, le diverse modalità di accesso ai dati e la mancanza di budget per la sicurezza come le principali ragioni per cui la sicurezza dei dati rappresenta una sfida nei progetto Big Data.
  • Le problematiche di sicurezza sono prevalenti in Cina (45%), India (41%), Stati Uniti (36%) e Brasile (33%).
  • Insieme, la mancanza di budget (16%) e di tempo per studiare i Big Data (14%) è stata citata come principale ostacolo da un terzo degli intervistati.
  • Circa un intervistato su quattro (23%) ha dichiarato che la mancanza di uno staff IT adeguato (13%) o di personale esperto nei Big Data (10%) rappresenta il principale problema, specialmente in Giappone (31%) e in Brasile (30%).

I Big Data possono favorire gli investimenti nell’IT
Oltre la metà dei responsabili IT crede che i Big Data interesseranno l’aumento dei budget IT della propria organizzazione, oggi e in futuro, in termini di requisiti tecnologici, di personale e competenze.

  • Oltre la metà degli intervistati prevede un incremento dei propri budget IT nel 2013, a fronte di una strategia Big Data.
  • Circa tre intervistati su cinque (57%) dichiarano che i Big Data incrementeranno i loro budget nel corso dei prossimi tre anni.
  • Oltre quattro intervistati su cinque (81%) hanno dichiarato che, tutti o alcuni progetti Big Data, richiederanno funzionalità di cloud computing. Ciò è particolarmente vero in Cina (78%) e in India (76%).
  • Ne consegue che l’adozione cloud può interessare il tasso di adozione – e i benefici – delle iniziative Big Data.
  • Circa la metà dei responsabili IT intervistati (48%) ha stimato che il carico di rete potrebbe raddoppiare nel corso dei prossimi due anni, in particolare gli intervistati di Cina (68%) e Germania (60%).
  • Circa un intervistato su quattro (23%) prevede che il carico di rete triplicherà nel corso dei prossimi due anni.
  • Solo un intervistato su cinque (40%) ha dichiarato di essere pronto per affrontare un aumento del traffico di rete.
  • Circa un intervistato su quattro (27%) ha dichiarato di aver bisogno di policy IT e misure di sicurezza migliori.
  • Circa un intervistato su cinque (21%) dichiara di aver bisogno di maggior banda larga.

L’impatto IT

I Big Data evolvono il ruolo dell’IT: più strategia, più partnership
I Big Data sono un’opportunità per l’IT per aggiungere valore e creare collaborazioni solide tra le diverse aree di attività, contribuendo a incrementare i ricavi. I progetti Big Data forniscono ai dipartimenti IT l’opportunità di diventare partner ancora più strategici all’interno dell’organizzazione.

  • Non sorprende che tre intervistati su quattro (73%) dichiari che i dipartimenti IT guideranno la propria strategia Big Data. Comunque sia, gli intervistati hanno dichiarato che altre linee di business si affiancheranno all’IT nella leadership Big Data, incluse: Finance (24%), Ricerca e Sviluppo (20%), Operations (20%), Progettazione (19%), Marketing (15%), e Vendite (14%.)
  • In Argentina, un’alta percentuale di intervistati (58%) ha dichiarato che il Finance favorirà i Big Data.
  • In Cina, un elevato numero di intervistati (61%) dichiara che la Ricerca e Sviluppo così come la progettazione (47%) contribuiranno a favorire i Big Data.

I Big Data e il personale IT
Molte aziende sono consapevoli del fatto che i progetti Big Data devono riguardare diverse linee di business, richiedendo quindi nuovi livelli di collaborazione interaziendale. E mentre la tecnologia è importante per le soluzioni Big Data, sono richieste persone con particolari competenze e creatività per immaginare e sfruttare appieno le potenzialità dei dati. C’è un crescente bisogno di un numero maggiore di professionisti IT che devono essere formati in quest’aera specializzata: ad esempio gli “scienziati dei dati”, che trasformano i dati non elaborati in informazioni che portano alla scoperta e alla comprensione, comunicano ciò che hanno studiato in modo creativo e visivo, e suggeriscono l’impatto sul business.

  • Circa un responsabile IT su quattro (22%) afferma che i progetti Big Data incideranno positivamente sul personale IT, mentre oltre la metà (56%) dichiara che l’impatto sarà minimo.
  • Quando è stato chiesto se fossero personalmente pronti a sfruttare le opportunità Big Data, il 35% degli intervistati ha dichiarato di sentirsi pronto, il 36 % ha espresso disponibilità ma sente una mancanza di tecnologie e soluzioni, e un intervistato su quattro (24%) non si sete ancora pronto.

Data in Motion: le nuovi fonti di dati favoriscono nuove opportunità
Un tipo di dato molto importante ma in gran parte inutilizzato, è il dato utilizzabile in tempo reale generato da fonti come dispositivi, sensori e video, e che spesso fornisce il massimo valore mentre si interagisce in tempo reale: Cisco definisce tali dati i “Data in Motion.” La rete può fornire informazioni contestuali utili ai Data in Motion come ad esempio la posizione di una persona o di un dispositivo, l’identità e la presenza (indipendentemente dal fatto che siano o non siano “disponibili”). Tali dati possono essere utilizzati dalle applicazioni per prendere decisioni o adottare misure nell’immediato, o per prevedere eventi futuri. La comunicazione machine-to-machine nell’automazione industriale è un esempio in cui i Data in Motion possono essere estremamente utili nell’ottimizzazione di un processo produttivo. Secondo lo studio Cisco Visual Networking Index Global Mobile Data Traffic Forecast for 2012 to 2017,entro il 2017 ci saranno oltre 1,7 miliardi di connessioni machine-to-machine.

  • Tre intervistati su quattro (73%) prevedono di includere i dati provenienti da sensori digitali, contatori intelligenti, video e altri dispositivi “smart” di rete non tradizionali, nei propri progetti Big Data.
  • L’adozione è nella fase iniziale: globalmente, solo un terzo degli intervistati (33%) ha un piano in atto per sfruttare queste nuove fonti di dati.
  • Le eccezioni sono la Cina (64%), l’India (59%) e l’Argentina (50%) dove i responsabili IT hanno segnalato che le aziende per cui lavorano hanno già in programma di utilizzare queste nuove fonti di dati.

Una valanga di dati: da dove provengono tutti i dati?

Oggi, vengono raccolti e/o utilizzati numerosi tipi di informazioni, inclusi i dati strutturati e destrutturati.

  • Gli intervistati hanno citato queste fonti di dati come quelle più comuni all’interno della propria azienda:
    • il 74% raccoglie i dati attuali
    • il 55% ha raccolto i dati storici
    • il 48% ottiene i dati da monitor e sensori
    • il 40% usufruisce in tempo reale del dato, che viene utilizzato e poi eliminato. I paesi con un maggior utilizzo del dato in tempo reale sono: India (62%), Stati Uniti (60%), e Argentina (58%)
    • il 32% raccoglie dati destrutturati, come ad esempio il video. Con il 56%, la Cina è ben al di sopra della media globale nella raccolta di dati destrutturati.

Lo studio
Il terzo capitolo della serie annuale, il 2012 Cisco Connected World Technology Report, è stato commissionato da Cisco e condotto da InsightExpress, una società indipendente con sede negli Stati Uniti. Lo studio globale è composto da due ricerche: una focalizzata sugli studenti universitari e sui professionisti di età compresa tra i 18 e 30 anni, e il secondo focalizzato sui professionisti IT. Ogni studio include 100 intervistati per ciascuno dei 18 Paesi esaminati, per un totale di 3.600 intervistati. I 18 paesi inclusi sono: Stati Uniti, Canada, Messico, Brasile, Argentina, Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, Russia, Polonia, Turchia, Sud Africa, India, Cina, Giappone, Corea del Sud e Australia.

Lo studio sulla generazione Y
Secondo il primo capitolo dello studio 2012 Cisco Connected World Technology Report (CCWTR), il 90% dei rappresentanti della Generazione Y intervistati a livello mondiale, ha dichiarato di controllare i propri smartphone per guardare le email, i messaggini e i social media, spesso prima di essersi alzati dal letto. Lo studio esamina come la Generazione Y utilizza Internet e i dispositivi mobile per connettersi con il mondo, e l‘enorme ammontare di dati generato quotidianamente da smartphone, sensori, videocamere, monitor, e altri dispositivi connessi.

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