Archivio 2012

Gli Italiani e il Digitale: una grande fiducia nell'impatto positivo sulla loro vita, ma servono più informazione e condivisione

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È quanto emerge dalla ricerca "Gli Italiani e l'Agenda Digitale" commissionata da Cisco ad ISPO per conoscere aspettative e necessità degli italiani rispetto all'adozione del digitale

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Milano, 5 Novembre 2012. Scarsa conoscenza e informazione, ma grandi aspettative sugli impatti positivi che la digitalizzazione del Paese può avere nella vita quotidiana: gli italiani non sono refrattari verso l’adozione di tecnologie, ma non hanno a disposizione sufficienti strumenti e indicazioni per servirsene in modo diffuso e sistematico. 

È questo il quadro di sintesi che emerge da una ricerca condotta da ISPO e commissionata da Cisco Italia con lo scopo di misurare la conoscenza dell’Agenda Digitale e indagare le percezioni, le opinioni e gli atteggiamenti verso il tema della digitalizzazione del nostro Paese, oltre che di individuare le strategie più efficaci per formare un’opinione pubblica più informata e consapevole.

“Questa ricerca ci dice che c’è negli italiani un patrimonio di fiducia e aspettative verso il digitale che tutti coloro che sono coinvolti nel processo di digitalizzazione del Paese devono saper cogliere e soddisfare”, ha dichiarato David Bevilacqua, AD Cisco Italia e VP South Europe di Cisco. “C’è un problema oggettivo di carenza di informazione del cittadino che tutti gli stakeholder coinvolti devono contribuire a risolvere. È un passo importantissimo, senza il quale rischiamo di vanificare gli sforzi che Istituzioni, aziende e singoli cittadini stanno facendo per la digitalizzazione del Paese”.

La ricerca è stata condotta nel mese di Ottobre 2012 attraverso un’indagine demoscopica su  un campione di 800 casi statisticamente rappresentativi della popolazione residente in Italia e tramite un approfondimento quali-quantitativo presso un campione di 100 opinion maker .

Il tema dell’Agenda Digitale è, per ora, appannaggio di una minoranza informata: se l’85% degli opinion maker intervistati ne ha sentito parlare, solo il 66% di questi dichiara di sapere bene di cosa si tratta e l’83% ritiene che la questione digitale sia di primaria importanza per la modernizzazione del Paese, mentre il 63% della popolazione ammette di non averne mai sentito parlare.

Nonostante la scarsità di informazioni sui temi correlati all’Agenda Digitale, gli italiani hanno mostrato di essere fortemente fiduciosi e interessati ad approfondire la conoscenza degli impatti positivi che la digitalizzazione può portare nella loro vita, oltre che pronti a recepirne i cambiamenti e a beneficiarne.

Più della metà dei cittadini (52%) si sono dichiarati sicuri che la digitalizzazione cambierà in meglio la loro vita, citando tra gli ambiti che potranno migliorare: la comunicazione (67% degli intervistati), la scuola (65%), l’accesso alle informazioni e ai contenuti culturali (64%), la modalità di interazione con la Pubblica Amministrazione (61%), il Servizio Sanitario (60%).

“La sensazione è che la popolazione non sia a conoscenza del fatto che molti servizi della Pubblica Amministrazione sono già stati digitalizzati e sono già disponibili online”, ha proseguito Bevilacqua. “Anche in questo caso è probabile che alla base di questa mancanza di consapevolezza ci sia una carenza di informazione, alla quale bisogna porre rimedio”. 

I cittadini italiani dimostrano di cogliere anche i risvolti ecologici e sociali che potrebbero derivare da una massiccia digitalizzazione del Paese: il 48% degli intervistati ritiene che possa contribuire a migliorare la qualità dell’ambiente e dell’aria, mentre il 52% si aspetta un miglioramento della qualità della vita. Secondo il 48% dei cittadini, inoltre, muoversi in un paese fortemente digitalizzato può incidere positivamente anche sul costo della vita.

Il processo di digitalizzazione avrà inoltre un effetto positivo sulla vivibilità delle grandi metropoli, attraverso l’utilizzo della tecnologia per la creazione di Smart City. L’indagine evidenzia come il concetto di Smart City debba essere divulgato di più tra i cittadini (il 77% della popolazione non ne ha mai sentito parlare, il 16% ne ha una conoscenza vaga, mentre solo il 7% dichiara di sapere bene di cosa si tratta).

Di contro, per il 90% degli opinion maker Expo Milano 2015 sarà un’occasione da non perdere per fare in modo che le innovazioni introdotte per l’Expo siano utili anche dopo la chiusura della manifestazione per i cittadini e la città di Milano.

“Cisco ha scelto di essere partner di Expo Milano 2015 non soltanto per costruire una infrastruttura potente e funzionale alle esigenze dell’evento: in prospettiva, vogliamo “disseminare” nella città, nella regione e anche oltre, se ce ne sarà data l’opportunità, le soluzioni Smart City che svilupperemo e fare in modo che siano un esempio cui tutto il mondo possa guardare per ripensare attraverso il digitale la nostra idea di comunità e di Paese”, ha affermato Bevilacqua. “La Smart City può diventare il luogo dove i cittadini sperimentano e comprendono, utilizzandola, i benefici della tecnologia. È però necessario coinvolgerli e metterli al centro di tutti i processi, fin dalla fase progettuale”.

Il ruolo determinante della Pubblica Amministrazione
La popolazione si è dimostrata pronta non solo a recepire i cambiamenti e a beneficiarne, ma anche perfettamente consapevole che la PA debba assumere un ruolo da protagonista per la modernizzazione del Paese. Opinion maker (100% degli intervistati) e cittadini (85% degli intervistati) ritengono che la digitalizzazione dei servizi della PA garantisca sviluppo e modernità al Paese.

Le iniziative finora attuate hanno acuito negli utenti il desiderio di avere servizi digitalizzati “end-to-end”, che consentano ai cittadini di effettuare l’intera procedura richiesta attraverso lo strumento telematico (in questo senso si sono espressi l’80% dei cittadini e il 92% degli opinion maker).
Tra i benefici attesi, la trasparenza (94% per gli opinion maker e 82% per i cittadini), risparmi sia per lo Stato che per il cittadino (89% per gli opinion maker e 79% per i cittadini), riduzione del digital divide (85% per gli opinion maker e 74% per i cittadini).

Il decisore politico è considerato come attore di primaria importanza per la diffusione delle tecnologie digitali e gli opinion maker sollecitano interventi governativi capaci di concretizzare e rendere fattibili i contenuti dell’Agenda Digitale.

Il ruolo decisivo dell’informazione
Interrogati sulle possibili azioni da intraprendere e sulle priorità di intervento, gli opinion maker hanno evidenziato la necessità di creare un’opinione pubblica più informata sull’Agenda Digitale e consapevole delle implicazioni che può avere nella vita di tutti i giorni.

Gli stessi cittadini vogliono essere aggiornati sui progressi dell’agenda (49% sul totale del campione, che diventa tra 73% tra i 18-34enni, 65% tra i 35-44enni). I canali più desiderati per informarsi sono il telegiornale (35%) per i più maturi e lo stesso sito Internet dell’Agenda Digitale (22%) per i più giovani.

 

“Ci assumiamo, come Cisco, l’impegno di comunicare meglio e con maggiore efficacia e di sensibilizzare tutte le parti nel rendere i progetti più facilmente fruibili da parte di tutti”, ha concluso Bevilacqua. “Intendiamo proseguire nella nostra attività di formazione di figure professionali in grado di supportare la gestione e semplificare l’utilizzo del digitale tramite le nostre Networking Academy e nell’iniziativa “A scuola di Internet”, che vede i nostri dipendenti impegnati in attività di volontariato per formare gli studenti delle quarte e quinte elementari e delle scuole medie, i loro professori e i loro genitori a un utilizzo sicuro e consapevole di Internet. Abbiamo incontrato già 15.000 ragazzi e rispettivi genitori in poco più di un anno e proprio da loro abbiamo imparato quello che questa indagine oggi conferma: c’è tanta voglia di sapere, di capire, di sperimentare, di adottare il cambiamento per migliorare e crescere, come individui e come Paese”.

Si definiscono opinion maker coloro che, in virtù della loro esperienza professionale occupano un posto di “testimoni privilegiati” all’interno della società, in quanto sono maggiormente in grado di intercettare i cambiamenti e incidere sulla formazione dell’opinione pubblica. Compongono questo target gli esponenti delle seguenti categorie: giornalisti (in particolare direttori e caporedattori delle principali testate economiche/finanziarie italiane, analisti finanziari, accademici, presidenti di associazioni di categoria, imprenditori/dirigenti di grandi aziende, esponenti del mondo politico/istituzionale.


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