Cisco Italia: sulla Rete si gioca la partita del futuro per il nostro Paese

Promuovere cultura tecnologica, creare nuove modalità di innovazione, dare strumenti concreti a cittadini, imprese e istituzioni così da riavviare la crescita: l’essenziale è disporre di infrastrutture adeguate intorno a cui fare sistema.

Milano, 31 maggio 2011 - “L’obiettivo ultimo della nostra azione è dare a cittadini, aziende, istituzioni gli strumenti per sviluppare le proprie potenzialità; per vincere le sfide locali e globali da affrontare nei prossimi anni è necessaria la collaborazione di tutti gli attori del sistema”. Questa, nelle parole dell’Amministratore Delegato di Cisco Italia David Bevilacqua, è la premessa per lo sviluppo futuro del nostro Paese. Il tema è stato affrontato oggi nella conferenza stampa annuale della società, inquadrando la visione e i progetti dell’azienda e legandoli strettamente alle specificità del contesto italiano.

Da più parti si sente dire che l’Italia è un paese bloccato, debole, stanco. La difficoltà è innegabile, ma è inutile parlarne se non si ricercano attivamente soluzioni e – soprattutto – se si lascia che tutto questo schiacci le idee, le spinte propulsive e le realtà positive che io ed il mio team incrociamo tutti i giorni nel nostro lavoro” ha spiegato Bevilacqua. “Sono giovani, spesso imprenditori, sono la parte migliore della società civile e dell’amministrazione. Chiedono tre cose: visibilità, infrastrutture, risorse. Sono consapevoli di quanto sia fondamentale la tecnologia per riuscire nei propri progetti e chiedono a noi aziende di aiutarle, sperando che le istituzioni facciano altrettanto”.

Nei suoi 17 anni di attività in Italia, Cisco ha seguito un percorso che oggi la vede posizionarsi esattamente al centro di tali sfide, grazie al proprio ruolo di leader nelle tecnologie di Rete – che ormai sono lo snodo cruciale per ogni cambiamento – ed al suo costante impegno nel creare le condizioni migliori per l’innovazione.   Ne è un esempio il centro Cisco Business Collaboration, aperto nel 2009 nella sede centrale di Vimercate: una struttura pensata come polo di scambio per permettere a imprese, istituzioni e mondo della ricerca di sperimentare le tecnologie più avanzate e di confrontarsi, individuando nuove strade per l’eccellenza. “Negli ultimi due anni abbiamo ospitato in quella struttura 2.000 aziende e organizzato 650 briefing; al di là dei risultati di business, sappiamo di avere creato valore. E a volte siamo rimasti stupiti noi stessi, incontrando realtà eccezionali, che aspettavano solamente una opportunità di collaborazione e crescita” ha commentato Bevilacqua.

Creare l’infrastruttura: una premessa ed un compito collettivo

A fronte di tanto fermento e di tante potenziali opportunità, il nostro Paese soffre di una debolezza evocata da più parti da tempo, sulla quale è necessario ritornare perché ancora non è stata affrontata con un approccio complessivo: la carenza di infrastrutture tecnologiche adeguate, ed in particolar modo l’assenza di una Rete a banda ultralarga, capace di garantire una connessione bidirezionale e di qualità.

Solo su di essa possono funzionare al meglio le applicazioni tecnologiche che stanno dando forma al presente delle persone, delle aziende, dei paesi, e che saranno il loro futuro: il video; gli strumenti per socializzare, comunicare e lavorare in modo collaborativo; le soluzioni per gestire in modo flessibile e sicuro la massa di dati personali, di aziende e istituzioni; data center; cloud computing e tuto il mondo “as a Service”. La centralità della Rete è tale che Cisco stessa, nei suoi piani di sviluppo, si propone di riportare ulteriormente al centro dei propri progetti il suo core business – il networking appunto – per rendererla una piattaforma ancora più potente, intelligente e trasparente, pronta a supportare le esigenze di domani.

E’ ormai dimostrato che la presenza di una infrastruttura di rete di nuova generazione  con le opportunità che genera, è correlabile al PIL di un paese ed al suo indice di sviluppo umano” ha spiegato Bevilacqua. “Competitività e produttività dipendono da essa e dagli investimenti in ICT, che in Italia sono ancora la metà della media europea e un terzo rispetto agli USA. Faccio un appello agli attori che nel nostro paese possono agire concretamente: in primo luogo la politica e le istituzioni, ma anche le aziende in generale, perché inizino finalmente a considerare l’ICT come una grande opportunità, piuttosto che come un costo da sostenere”.

Un modello di innovazione collaborativa

La collaborazione è la chiave di I&A (Innovation & Adjacent markets) - un nuovo modello di innovazione collaborativa che Cisco Italia ha avviato nell’ultimo anno, con un duplice obiettivo: accellerare lo sviluppo di soluzioni e servzi basati su IP in settori del mercato ad alto potenziale e creare un metodo operativo in grado di valorizzare le aziende italiane dotate di competenze di eccellenza, sia tecnologiche sia di business.  Caratteristiche distintive di questo modello sono, in particolare: un processo interno che affianca all’analisi di business classica l’apporto creativo ma strutturato di tutte le risorse aziendali, ed un approccio verso l’esterno volto a costruire con le aziende coinvolte un nuovo ecosistema di imprese che si proponga in modo univoco verso il mercato. Responsabile di questa iniziativa speciale è Michele Festuccia.

I progetti avviati in questo modo sono numerosi. In uno stadio di sviluppo avanzato è in particolare l’iniziativa EnergyWise: 14 aziende italiane dei settori elettronica e informatica sono coinvolte nello sviluppo di una soluzione di energy-management in grado di gestire efficacemente l’utilizzo dell’energia fornendo gli strumenti per prevedere i consumi, rendere più efficiente il suo uso, migliorarne l’amministrazione, ottimizzare le scelte d’acquisto dai fornitori presenti sul mercato (vedi comunicato stampa allegato: “Un’alleanza per la Piattaforma Unica di Gestione del Consumo Energetico”).

Una iniziativa come questa illustra molto bene il nostro punto di vista su come creare innovazione” ha commentato Bevilacqua. “ Non si tratta di dirigere l’innovazione, ma di darle una direzione, facendo leva sulla nostra specifica posizione. Come azienda leader nel settore delle Reti – che è esattamente il “luogo” in cui si intersecano oggi tutti i percorsi di rinnovamento dei processi di business, delle opportunità individuali e collettive, dei servizi pubblici e privati – possiamo aggregare ciò che di meglio offre il nostro sistema imprenditoriale, coniugando la più ampia apertura all’apporto esterno con una prospettiva precisa ed una proposta tecnologica strutturata”..

Iniziative speciali

La conferenza stampa è stata anche l’occasione per presentare le “Special initiatives” Cisco: progetti  interni all’azienda attivati per affrontare sfide di carattere generale, quali: la sostenibilità ambientale e il futuro delle città – con particolare riferimento al tema Expo 2015; l’equilibrio tra vita e lavoro; l’impegno diretto a favore della comunità, volto, nello specifico, a favorire il corretto uso delle tecnologie da parte dei più giovani. Anche in questo caso si è applicata la logica della collaborazione, aggregando in team “cross funzionali” le risorse e le iniziative esistenti.

Smart and Connected Communities: una visione per lo sviluppo sostenibile e la crescita sociale in un mondo interconnesso.

Rendere sostenibili i propri processi operativi, diffondere la cultura della sostenibilità fra i dipendenti, offrire al mercato prodotti e soluzioni efficienti dal punto di vista energetic, l’apporto tecnologico e strategico alle iniziative globali: questi sono i pilastri dell’azione Cisco per l’ambiente.   L’uso massiccio di soluzioni quali la TelePresence e la collaboration per sostituire i viaggi per meeting di lavoro – che ha permesso all’intera Cisco, in cinque anni, di evitare quasi 500 mila tonnellate di emissioni di gas serra – è un esempio di come la tecnologia permetta di concretizzare questo impegno; in tal senso, la Rete ha la capacità di trasformare in modo radicale non solo l’attività aziendale, ma l’intera gamma delle attività umane.

Smart and Connected Communities (S + CC) è la definizione che Cisco dà di tutti gli strumenti e le iniziative per collegare in Rete persone, servizi, beni e informazioni, trasformando le comunità reali in comunità interconnesse, e per ripensare la progettazione, la gestione e lo sviluppo delle attività umane nell’ottica di una piena sostenibilità. Secondo tale visione, la rete e le informazioni che su di essa transitano costituiscono le fondamenta delle comunità del futuro; su questa base, sono state avviate partnership e sperimentati prodotti, servizi e soluzioni specifiche.

Work – life balance: il potere della tecnologia nel contesto di un modello lavorativo basato sulla fiducia

Mobilità, gestione e accesso ai dati ovunque, collaboration: questo “trio” di tecnologie, abilitate da una Rete intelligente e in grado di garantire la sicurezza, può trasformare radicalmente il modo di lavorare, se affiancato da una cultura basata su un rapporto di fiducia e sullo sviluppo complessivo della persona.

Fornire a tutti la possibilità di lavorare a prescindere dalla presenza in ufficio, con flessibilità di orario, secondo un modello che imposta la valutazione sugli obiettivi da raggiungere è un approccio che per molte aziende, in particolare in Italia, rappresenta una rivoluzione copernicana, e desta molte diffidenze legate al timore di perdere “il controllo” del lavoro. In realtà basare il rapporto di lavoro sulla fiducia e dare strumenti per farlo rende, e Cisco ne è un esempio: l’azienda ha un turnover bassissimo ed è il secondo miglior posto di lavoro in Italia della classifica Best Workplaces 2011.

Il tema work-life balance si lega anche ad altri progetti, accomunati dalla volontà di agevolare le esigenze e lo sviluppo personale di chi lavora in Cisco Italia. Tra questi gli incontri della Friday University, dedicati a temi di interesse generale e aperti a tutti i dipendenti, per condividere con la comunità aziendale conoscenze nuove, non necessariamente legate al business o alle soluzioni di Cisco.

A Scuola di Internet: giovanissimi e tecnologia, i dipendenti Cisco scendono in campo

Una terza iniziativa, legata alla “cittadinanza” dell’azienda nelle comunità in cui opera, è il progetto A Scuola di Internet (vedi comunicato stampa allegato: “A Scuola di Internet con Cisco Italia”).
Su base volontaria, i dipendenti Cisco si impegnano a fare lezioni di sicurezza web nelle classi quarte e quinte elementari e di prima media, nelle scuole della zona in cui vivono.
Da aprile a oggi l’iniziativa ha toccato 23 scuole, coinvolgendo 65 classi e 2.396 bambini: con l’impegno diretto di 81 dipendenti, che hanno parlato di come usare il web e i social media in modo sicuro, sulla base di un momento di formazione e usando materiali elaborati nel contesto dell’iniziativa globale “Safer Internet Day”, cui Cisco partecipa.

Bevilacqua spiega così questa idea “I nostri figli sono nativi digitali, e a dieci anni ricevono in regalo un iPhone o hanno il PC in camera loro, ma nessuno gli spiega come usarli in modo corretto, il che li espone a rischi. Questo approccio deve cambiare, i ragazzi devono sapere cosa fare e genitori e insegnanti devono essere coinvolti: per noi che ci occupiamo direttamente di Rete, dare un contributo è un impegno imprescindibile”.

 

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