I responsabili IT prevedono una massiccia adozione del cloud in ambito pubblico e privato; virtualizzazione dei server e unified fabric data center sono in cima ai trend IT a livello globale

Uno studio Cisco realizzato a livello globale sottolinea il ruolo crescente della rete nei data center, così come la sicurezza e l’importanza dell’accesso mobile alle informazioni tra le tendenze principali


Milano, 17 dicembre 2010 – Cisco ha annunciato oggi i risultati derivanti dallo studio internazionale intitolato The Cisco Connected World Report, che rivela quali sono le aspettative e i comportamenti dei dipendenti nell’accedere alle informazioni da qualunque luogo, in qualsiasi momento e con qualsiasi dispositivo. La terza e ultima tranche di risultati estratti dal Cisco Connected World Report si focalizza sui trend relativi a data center, virtualizzazione, e cloud computing, e sull’evoluzione dei ruoli del dipartimento IT, in un contesto di crescente mobilità e delocalizzazione degli impiegati. Lo studio rivela che i professionisti IT a livello globale stanno creando nuove opportunità di lavoro promuovendo la collaborazione tra i team nel data center e l'adozione di nuove tecnologie come la virtualizzazione e il cloud computing, ma stanno anche dando priorità alla sicurezza e alla governance dei dati, dal momento che i dipendenti richiedono maggiori accessi esterni alle reti e  alle informazioni.

Per esempio, nei 13 paesi presi in esame dallo studio, il 52% dei professionisti IT ha dichiarato di utilizzare o prevede di utilizzare il cloud computing. I livelli più elevati di adozione del cloud sono previsti in India (76%), Brasile (70%) e Cina (69%) mentre l’Italia rimane vicina al valore medio con il 51%. Globalmente, gli intervistati hanno espresso una valutazione sulle priorità in ambito data center per i prossimi tre anni: migliorare l'agilità e la velocità nella distribuzione delle applicazioni business (32%), gestire meglio l’utilizzo delle risorse per allineare necessità e risorse disponibili (31%), aumento della resilienza dei data center (19%), e riduzione dei costi di alimentazione e raffreddamento (17%). Nel nostro Paese le prime due priorità espresse sono le stesse con valori che non si discostano dalla media degli altri paesi (33% per entrambe), mentre la terza e la quarta sono invertite, laddove in Italia si dà maggiore peso alla riduzione dei costi di alimentazione e raffreddamento (21%) piuttosto che all’aumento della resilienza dei data center (13%).


L'annuncio di oggi va ad integrare i risultati iniziali dell'indagine pubblicati nel mese di ottobre, secondo cui i lavoratori desiderano un accesso flessibile alle informazioni aziendali da qualsiasi dispositivo mobile, ovunque e in qualsiasi momento, e la seconda tranche dei risultati annunciati nel mese di novembre, secondo cui vi è un disallineamento tra le aspettative di accesso alle informazioni da parte dei dipendenti, le policy IT e la consapevolezza dei dipendenti riguardo alle policy IT. I risultati dell'ultima indagine prendono in considerazione le modalità secondo cui i responsabili IT  stanno evolvendo i propri data center e in cui stanno sfruttando le nuove tecnologie, mentre parallelamente si stanno preoccupando di far entrare nel mondo del lavoro le tendenze i social media, la proliferazione dei dispositivi, il video e una sempre maggiore mobilità del personale.


Principali risultati della ricerca:


Tendenze nel cloud computing

  • Utilizzo attuale del Cloud: tra i 13 paesi presi in esame dalla ricerca, in media solo il 18% degli intervistati sta utilizzando attualmente soluzioni di cloud computing, mentre un ulteriore 34% prevede di utilizzarlo in futuro (in Italia lo utilizza il 17% e prevede di utilizzarlo il 34%). 
  • Principali utilizzatori del cloud: Brasile (27%), Germania (27%), India (26%), Stati Uniti (23%) e Messico (22%) sono i paesi che in maggior misura stanno già usufruendo dei vantaggi del cloud computing, al di sopra della media del 18% di tutti i paesi coinvolti nella ricerca.
  • Utilizzo previsto del cloud: un’ampia maggioranza (88%) degli intervistati IT prevede che entro i prossimi tre anni una certa percentuale di dati e applicazioni della propria saranno archiviati su cloud pubblici o privati (in Italia il 96%).
  • Cloud privati: un professionista informatico su 3 ha dichiarato che entro i prossimi tre anni oltre la metà dei dati e applicazioni aziendali saranno archiviati su cloud privati. La previsione di adozione dei cloud privati è più alta in Messico (71%), Brasile (53%) e Stati Uniti (46%.), mentre in Italia il dato si ferma al 27%.
  • Tempistiche di adozione dei cloud pubblici: tra gli intervistati intenzionati ad utilizzare cloud pubblici, uno su tre (34%) prevede di adottarli entro un anno, il 44% ha previsto cha la propria azienda li utilizzerà entro i prossimi due anni; mentre il 21% prevede di farlo entro due-tre anni. Il 43% di intervistati italiani prevede l’utilizzo di cloud pubblici entro un anno, il 38% entro due e il 18% entro tre.

Tendenze nella virtualizzazione

  • La virtualizzazione dei server non è ancora diffusa negli ambienti di produzione e non. Solo il 29% degli intervistati a livello globale ha più della metà dei propri server di produzione virtualizzati, e solo il 28% ha virtualizzato più della metà dei server di ambienti di non produzione.
  • Principali motivazioni dell’adozione della virtualizzazione: il personale IT ha fatto riferimento all’aumento della velocità di cambiamento dell’ambiente informatico (30%, in Italia il 27%) come ragione principale per l’adozione della virtualizzazione, seguita dalla possibilità di ottimizzare le risorse e ridurre i costi (24%, in Italia il 23%) e da una più veloce distribuzione delle applicazioni (18% anche in Italia).
  • Fattori che frenano la virtualizzazione: tra i principali ostacoli all’adozione di sistemi di virtualizzazione ci sono la sicurezza (20%), le preoccupazioni riguardo alla stabilità (18%), le difficoltà nella creazione dei processi operativi in un ambiente virtualizzato (16%) e la gestione(16%).
  • Crescita della virtualizzazione: il quadro cambia se guardiamo ai prossimi tre anni. Quasi la metà degli intervistati IT (46% a livello globale, il 40% in Italia) prevede che tra il 50% e il 100% dei propri server degli ambienti di produzione saranno virtualizzati.
  • I professionisti IT intravvedono grandi risparmi grazie alla virtualizzazione: due intervistati su cinque (40% a livello globale, 36% in Italia) prevedono una riduzione dei costi tra il 25 e il 49%, e un ulteriore 30% (32% nel nostro Paese) prevede di risparmiare fino al 24%.

Tendenze, preoccupazioni, priorità nei Data Center

  • Le principali preoccupazioni sul data center: i responsabili informatici ritengono che le principali preoccupazioni legate al data center siano  sicurezza, prestazioni, affidabilità e budget per la manutenzione e la gestione. 
  • Principali tecnologie e tendenze: Globalmente, un IT manager su tre considera che l’accesso mobile alle informazioni sia la tendenza che impatta maggiormente sul data center, in particolar modo in China (47%), Brasile (40%) e Germania (39%), mentre in Italia sono uno su quattro (25%). Seguono la virtualizzazione (32% a livello globale, 19% per l’Italia), l’unified fabric data center (29% globalmente, 16% nel nostro Paese), la virtualizzazione desktop (globalmente 27% e 23% in Italia) e il cloud computing (27% a livello globale e 13% in Italia).
  • Trend business che avranno maggiore impatto sui data centers: è stato chiesto ai responsabili IT di indicare le tendenze di business che avranno maggiore impatto sui propri datacenter nei prossimi tre anni. Due su cinque (40% a livello globale e 27% in Italia) hanno dichiarato che nei prossimi tre anni la principale tendenza business sarà l’aumento di applicazioni e dati, seguiti da vicino da sicurezza e risk management (39%) e dalla riduzione dei costi (34%). In cima alla lista anche il supporto per impiegati sempre più distribuiti localmente in mobile o remoto, e un maggiore utilizzo delle tecnologie video e di collaborazione. I manager IT italiani concordano che la principale tendenza business per il data center sarà l’aumento di applicazioni e dati (27%), mentre al secondo posto (26%) la mobilità dei dipendenti e al terzo (25%) la necessità di contenere le spese e ridurre i costi.
  • Ruolo della rete: Circa sette intervistati su dieci tra i responsabili IT (69%) prevede che crescerà l’importanza della rete per la sua posizione centrale nel data center e la sua capacità di unire e gestire le risorse.
  • Principali priorità nel data center: Globalmente, le principali priorità nel data center nei prossimi tre anni sono aumentare l’agilità e la velocità nello sviluppo delle applicazioni business (32%, il 33% in Italia), gestire meglio l’utilizzo delle risorse per allineare necessità e risorse disponibili (31%, 33% in Italia), aumentare la resilienza dei data center (19%, mentre in Italia il 13%), e ridurre i costi di alimentazione e raffreddamento (17%, 21% in Italia).
  • Strategia prioritaria per il data center: Più di un intervistato su 4 tra i responsabili IT (28% globalmente) hanno sostenuto che la strategia prioritaria nel loro data center è realizzare un unified fabric data center per unificare il traffico storage e dati LAN (local area network), al secondo posto  segnalano la virtualizzazione del data center 23% seguita dal cloud computing (18%), unified computing (17%) e dalla virtualizzazione dei desktop (13%). In Italia il 30% concorda sul fatto che al vertice delle strategie da implementare è la unified fabric data center, seguono al secondo e terzo posto con il 22% l’unified computing e la virtualizzazione del data center seguiti dal cloud computing (13%).
  • Unified computing: Anche se si tratta di una tecnologia molto nuova, uno su cinque responsabili IT intervistati (19%) ha già effettuato test in questo ambito o l’ha già adottato stabilmente, mentre un ulteriore 41% prevede di testare o adottare soluzioni di unified computing entro i prossimi 12 mesi.
  • Media del numero dei server nei data center: I responsabili IT hanno indicato che le loro aziende utilizzano in media 14 server.

Opportunità di carriera nei Data Center: nuovi ruoli professionali e collaborazione all’interno dei team

  • Principali benefici per il modo del lavoro: La tendenza verso un’infrastruttura unificata dei data center ha favorito una maggiore collaborazione tra i team IT precedentemente separati e dato vita a nuovi programmi di formazione, nuove certificazioni e nuovi ruoli e posizioni professionali.
  • Opportunità di carriera nell’informatica: Circa il 50% dei professionisti nell’informatica intervistati prevede che entro i prossimi tre anni si creeranno nuove opportunità di carriera IT a seguito di attività di formazione congiunte e della collaborazione tra team precedentemente separati. Più di un quarto (27% a livello globale, in Italia il 22%) ritiene che l’efficienza migliorata sia la ragione della migliore collaborazione tra i team, e il 25% (31% nel nostro paese) ritiene che l'impiego di nuove tecnologie richieda una più stretta integrazione dei team IT.
  • Crescita professionale: I paesi che prevedono il maggior sviluppo di nuove carriere a causa di formazione congiunta e collaborazione sono India (59%), Cina (56%), Spagna (53%) e Messico (53%). L’Italia con il 49% supera di poco il valore medio che si assesta al 48%.
  • Opportunità di carriera: A livello globale, il 43% (il 36% in Italia) prevede la creazione di nuove opportunità di carriera a seguito dei più recenti programmi di formazione e certificazione per i responsabili di data center. Questo è stato il caso soprattutto di Cina (64%) e Stati Uniti (52%).
  • Complessivamente, il 41% (in Italia il 35%) considera che nuove opportunità di carriera si apriranno per i ruoli di data center architect e responsabile data center; una tendenza molto forte in Cina (75 %) e India (51%).

Lo Studio

  • Lo studio è stato commissionato da Cisco e condotto da InsightExpress, una società di ricerca con sede negli Stati Uniti. 
  • Cisco ha commissionato tale studio per comprendere le sfide attuali che le aziende devono affrontare per soddisfare le esigenze di business e dei propri dipendenti a fronte della disponibilità crescente di funzionalità di mobility, dei rischi alla sicurezza e delle tecnologie in grado di fornire più diffusamente le applicazioni e le informazioni – dai data center virtualizzati e il cloud computing alle reti cablate e wireless tradizionali.
  • Lo studio globale è organizzato in due parti – la prima incentrata sui dipendenti e l’altra sui professionisti IT. Ciascuna parte di ricerca include il parere di 100 intervistati in 13 Paesi, per un totale di 2.600 persone.
  • I 13 paesi inclusi nella ricerca sono Stati Uniti, Messico, Brasile, Inghilterra, Francia. Spagna, Germania, Italia, Russia, India, China, Giappone e Australia.

Dichiarazioni:

"Il terzo capitolo del Cisco Connected World Report dimostra come i professionisti IT in tutto il mondo stiano adottando nuove tecnologie come la virtualizzazione, il cloud computing, la virtualizzazione dei desktop, e infrastrutture di unified data center per rispondere alle aspettative dei dipendenti aiutano al contempo le loro società a raggiungere gli obiettivi di business".


Risorse a supporto:


I risultati della prima parte dello studio Cisco Connected World Report, annunciato l’8 novembre 2010:


I risultati della prima parte dello studio Cisco Connected World Report, annunciato il 19 ottobre 2010:


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